Una storica testimonianza su “ La giornata internazionale delle donne”
affinchè la memoria della storia non
venga offuscata dall’uso consumistico di questa giornata.
L’emancipazione della donna è la misura del livello di sviluppo della
società. Purtroppo, allo stato attuale, lo sviluppo economico-sociale del
sistema non determina l’emancipazione delle donna e relega, non solo la donna,
ma tanti esseri umani in situazioni di disuguaglianza, di ingiustizia, di falsa
libertà.
Ci sono ancora tanti passi da percorrere per giungere alla nuova frontiera!
Bisognerebbe allungare il passo!
E’ inutile avere le gambe se non si tenta qualche volta un passo più lungo!
“ Considerate la vostra semenza;
fatti non foste per vivere come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza.”
Dante Alighieri
Inferno
Canto XXVI
La giornata internazionale delle donne
Aleksandra Kollontaj | Mezhdunarodnyi den' rabotnitz (International Women's Day),
Moscow 1920
marzo 1920
Una celebrazione militante [1]
La Giornata delle Donne (o Giornata delle donne lavoratrici) é una giornata di
solidarietà internazionale e un giorno per ricordare la resistenza e
l'organizzazione delle donne proletarie.
Ma questa non è una giornata speciale solo per le donne. L'8 marzo è una data
storica e memorabile per gli operai e i contadini, russi e di tutto il mondo.
Nel 1917, in questo giorno prese avvio la grande Rivoluzione di Febbraio [2].
Furono le operaie di Pietrogrado ad iniziare questa Rivoluzione; furono esse
che decisero di innalzare la bandiera dell'opposizione allo zar e ai suoi
sostenitori. E così questo giorno, per noi, è una doppia celebrazione.
Ma se questa è una festa per tutto il proletariato perché la chiamano Giornata
della donna? Perché teniamo incontri e celebrazioni dedicate in modo
particolare alle operaie e alle contadine? Non può questo, forse, offuscare
l'unità e la solidarietà della classe lavoratrice?
Per rispondere a queste domande dobbiamo fare un passo indietro. A come e
perché fu organizzata la Giornata della donna.
Come e perché è stata organizzata la giornata della donna?
Non molto tempo fa, in effetti circa dieci anni fa, la questione
dell'uguaglianza della donna e la questione della sua partecipazione al governo
accanto agli uomini erano fortemente dibattute. La classe operaia in tutte le
nazioni capitalistiche lottava per i diritti delle lavoratrici: la borghesia
non voleva accettare queste rivendicazioni. Non era nel suo interesse
rafforzare il voto della classe operaia nel parlamento; e in tutti i paesi i borghesi
ostacolarono il passaggio di leggi che davano più diritti alle lavoratrici.
I socialisti del Nord America premevano sulla propria rivendicazione del voto
con particolare insistenza.
Il 28 febbraio 1909 le donne socialiste degli Stati Uniti organizzarono grandi
manifestazioni e incontri in tutto il paese, rivendicando i diritti politici
per le donne lavoratrici. Questa fu la prima "Giornata della donna".
L'iniziativa per l'organizzazione di questa giornata spetta quindi alle operaie
d'America.
Nel 1910 alla Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Operaie, Clara
Zetkin portò avanti la proposta di organizzare una Giornata internazionale
delle donne lavoratrici. La conferenza decise che ogni anno, in ogni paese, si
sarebbe celebrata nello stesso giorno, una "Giornata della Donna"
sotto lo slogan "Il voto alle donne unirà la nostra forza nella lotta per
il socialismo".
In quegli anni la richiesta di rendere il parlamento più democratico allargando
appunto il suffragio ed estendendolo alle donne era una questione vitale.
Precedentemente alla prima guerra mondiale gli operai avevano il diritto di
voto in tutte le nazioni borghesi ad eccezione della Russia. Solo le donne,
come i malati di mente, rimanevano senza questo diritto. Allo stesso tempo però,
la dura realtà del capitalismo esigeva che la donna partecipasse all'economia
della nazione. Ogni anno c'era un incremento nel numero di donne che lavoravano
nelle fabbriche e nei negozi, o come domestiche o donne a ore. Queste donne
lavoravano accanto agli uomini e producevano con le loro mani la ricchezza del
paese. Ma restavano senza diritto di voto.
Ma negli ultimi anni prima della guerra l'aumento dei prezzi spinse anche le
casalinghe più pacifiche ad interessarsi delle questioni politiche ed a protestare
ad voce alta contro la politica di saccheggio della borghesia. Le "rivolte
delle casalinghe" divennero sempre più frequenti, infiammandosi in momenti
diversi in Austria, Inghilterra, Francia e Germania.
Le lavoratrici compresero che non era sufficiente fracassare i banchetti al
mercato o minacciare qualche commerciante: capirono che queste azioni non
abbassavano il costo della vita. Bisognava cambiare la politica del governo. E
per realizzare questo, la classe lavoratrice doveva ottenere che fosse esteso
il diritto di voto.
Fu deciso di istituire una Giornata delle donne in ogni nazione come forma di
lotta per il diritto di voto. Questa giornata doveva essere una giornata di
solidarietà internazionale nella lotta per obiettivi comuni e per misurare la
forza delle donne lavoratrici organizzate sotto la bandiera del socialismo.
La prima giornata internazionale delle donne
La decisione presa al Secondo Congresso Internazionale delle Donne Socialiste
non fu lasciata sulla carta. Fu deciso di tenere la prima Giornata
Internazionale delle donne il 19 marzo 1911. Questa data non fu scelta a caso.
Le nostre compagne tedesche scelsero questo giorno perché rivestiva
un'importanza storica per il proletariato tedesco. Il 19 marzo 1848 il re di
Prussia conobbe per la prima volta la forza del popolo armato e si arrese di
fronte alla minaccia della rivolta proletaria. Fra le molte promesse fatte - e
che più tardi si sarebbe rimangiato - c'era l'introduzione del diritto di voto
per le donne.
Dopo l'11 gennaio vennero compiuti molti sforzi in Germania e in Austria per
preparare la Giornata delle donne. Fu reso noto, sia attraverso il "passa
parola" che tramite la stampa, il progetto di una manifestazione. Nella
settimana antecedente alla Giornata delle donne apparvero due giornali:
"Il voto alle donne" in Germania e la "Giornata delle
donne" in Austria. I vari articoli dedicati alla Giornata della donna -
Donne e parlamento, Le donne lavoratrici e gli affari comunali, Cosa deve fare
la casalinga rispetto alla politica ?... - analizzavano a fondo la questione
dell'uguaglianza delle donne nel governo e nella società. Tutti gli articoli
sottolineavano lo stesso punto e cioè che era assolutamente necessario rendere
il parlamento più democratico estendendo il diritto di voto alle donne.
La prima Giornata Internazionale delle Donne si tenne nel 1911. Il suo successo
andò oltre ogni aspettativa. In Germania e in Austria la giornata fu un mare
impetuoso di donne. Incontri furono organizzati ovunque - nelle piccole città e
perfino nei villaggi le sale erano così stracolme che si doveva chiedere ai
lavoratori uomini di lasciare il posto alle donne.
Questa fu certamente la prima manifestazione di militanza delle lavoratrici.
Gli uomini rimanevano a casa con i bambini mentre le mogli, le
casalinghe-prigioniere, andavano agli incontri. Durante il più largo dei
cortei, cui presero parte circa 30.000 donne, la polizia decise di sequestrare
le bandiere delle dimostranti: le operaie resistettero. Nei tafferugli che
seguirono, solo l'intervento dei parlamentari socialisti evitò spargimenti di
sangue.
Nel 1913 la "Giornata internazionale delle Donne" fu spostata all'8
Marzo. Questo giorno è rimasto un giorno di militanza delle donne lavoratrici.
È necessaria la giornata della donna?
In America ed in Europa questa giornata ottenne risultati straordinari. E' pur
vero che nessun singolo parlamento borghese intese fare concessioni ai
lavoratori o rispondere alle rivendicazioni delle donne. In quel momento, la
borghesia non era minacciata da una rivoluzione socialista.
Ma la Giornata della donna ottenne qualcosa. Divenne soprattutto un eccellente
metodo di agitazione tra le meno politicizzate delle nostre sorelle proletarie.
Anche quando non potevano intervenire, la loro attenzione veniva attirata dagli
incontri, dalle manifestazioni, dalle locandine, dai volantini e dagli articoli
sui giornali dedicati alla Giornata della donna. Anche le più arretrate
politicamente tra le donne lavoratrici dicevano a sé stesse: "oggi è il
nostro giorno, la festa delle donne che lavorano" e correvano agli
incontri e alle manifestazioni. Dopo ogni Giornata delle donne lavoratrici
sempre più donne entravano a far parte dei partiti socialisti e i sindacati dei
lavoratori crescevano. L'organizzazione migliorava e la coscienze politica si
sviluppava.
La Giornata delle donne ebbe anche un'altra funzione: rafforzò la solidarietà
internazionale fra i lavoratori. Solitamente, in questa occasione, i partiti di
paesi diversi si scambiavano gli oratori: i compagni tedeschi andarono in
Inghilterra, i compagni inglesi in Olanda... La coesione internazionale della
classe operaia diventava più forte e più risoluta e ciò significava che la
lotta collettiva del proletariato stava crescendo.
Ecco il grande risultato di questa giornata di militanza. La giornata di
militanza delle donne lavoratrici aiutava la crescita della coscienza e
dell'organizzazione del proletariato femminile, il cui contributo è necessario
ed essenziale al successo di tutte le battaglie per un futuro migliore della
classe operaia.
La giornata delle donne lavoratrici in Russia
Le lavoratrici russe presero parte per la prima volta ad una Giornata delle
donne nel 1913. Erano tempi reazionari in cui lo zarismo teneva operai e
contadini nella sua stretta morsa. Non erano pensabili celebrazioni della
Giornata delle donne con aperte manifestazioni. Ma le lavoratrici organizzate
furono comunque capaci di partecipare alla giornata internazionale.
Entrambi i giornali legali della classe operaia - il bolscevico "Pravda"
e il menscevico "Looch" - riportavano articoli circa la Giornata
Internazionale delle donne: riportavano articoli speciali, ritratti di alcune
militanti nel movimento delle donne lavoratrici e saluti da compagni come Bebel
e Clara Zetkin.
In questi anni tristi gli incontri erano vietati. Ma a Pietrogrado, al
Kalashaikovsky Exchange, le donne operaie che appartenevano al partito
organizzarono un dibattito pubblico sulla "Questione della donna".
L'entrata costava cinque copechi. Pur essendo l'incontro illegale la sala era
stracolma. Parlarono membri del partito. Ma questo animato e "chiuso"
dibattito si interruppe bruscamente quando la polizia, avvertita del'incontro,
intervenne e arrestò molti degli oratori. Per i lavoratori di tutto il mondo ebbe
un grande significato che le donne russe, pur sotto la repressione zarista,
potessero unirsi in qualche modo alla Giornata internazionale delle donne. La
Russia si stava svegliando; le prigioni zariste e le forche avevano sempre meno
potere e non potevano più sopprimere lo spirito di lotta e di protesta degli
operai.
Nel 1914, la Giornata delle donne in Russia fu organizzata meglio. Entrambi i
giornali dei lavoratori parteciparono alla celebrazione. Le nostre compagne si
impegnarono a fondo nella preparazione di questa giornata. A causa
dell'intervento della polizia non riuscirono a promuovere una manifestazione e
quelle coinvolte nella progettazione della Giornata delle donne lavoratrici si
ritrovarono rinchiuse nelle prigioni zariste e molte furono successivamente
mandate al freddo confino del nord. Per questo lo slogan "per il voto alle
lavoratrici" è diventato in Russia un richiamo aperto al rovesciamento
dell'autocrazia zarista.
Le donne lavoratrici durante la guerra imperialista
Scoppia la prima guerra mondiale. La classe operaia di ogni paese versa il
proprio sangue. Nel 1915 e 1916 il Giorno delle Donne non ebbe molta risonanza.
Le donne socialiste che condividevano le idee del partito bolscevico provarono
a trasformare l'8 marzo in una manifestazione di donne operaie contro la
guerra. Ma i traditori del Partito Socialista in Germania e in altri paesi non
permisero alle donne socialiste di organizzare incontri e furono rifiutati loro
i passaporti che servivano per andare nei paesi neutrali dove le lavoratrici
intendevano tenere incontri internazionali e mostrare in faccia alla borghesia
che lo spirito della solidarietà internazionale continuava a vivere.
Nel 1915 solo in Norvegia fu organizzata una manifestazione internazionale
nella Giornata delle donne; vi parteciparono rappresentanti della Russia e dei
Paesi neutrali. Non si poteva pensare ad organizzare una Giornata delle donne
in Russia perché il potere zarista e la sua macchina militare erano scatenati.
Quindi arrivò il grande, meraviglioso, 1917. Fame, freddo e tribolazioni della
guerra ruppero la pazienza delle operaie e delle contadine russe. L'8 marzo del
1917 (23 febbraio), proprio nella Giornata delle donne, invasero le vie di
Pietrogrado. Le donne - lavoratrici, mogli di soldati, contadine - chiedevano
"pane per i nostri figli", "ritorno dei nostri mariti dal
fronte". In quei momenti decisivi, le proteste delle lavoratrici furono
così decise che persino le forze di sicurezza zariste non usarono le solite
maniere contro la rivolta ma, disorientate, guardavano quel mare tempestoso di
rabbia popolare.
Il "giorno delle donne" del 1917 divenne una data memorabile nella
storia. Le donne russe impugnarono la torcia della rivoluzione proletaria e
incendiarono il mondo intero. La Rivoluzione di Febbraio data il suo inizio in
questo giorno.
Il nostro richiamo alla battaglia
La Giornata della donna lavoratrice fu organizzata per la prima volta 10 anni
fa nella campagna per l'uguaglianza della donna e la lotta per il socialismo.
Questo obiettivo è stato raggiunto dalla donna della classe operaia in Russia.
Nella Repubblica Sovietica le operaie e le contadine non hanno più bisogno di
lottare per il diritto di voto e per i diritti civili. Hanno già ottenuto
queste vittorie. Le operaie e le contadine russe hanno uguale cittadinanza -
nelle loro mani c'è un'arma potente nella lotta per una vita migliore - il
diritto al voto per prendere parte ai Soviet e in tutte le organizzazioni
collettive.
Ma ottenere i diritti, di per sé, non è abbastanza. Dobbiamo imparare ad
usarli. Il diritto al voto è un'arma che dobbiamo maneggiare a nostro vantaggio
e per il benessere della Repubblica dei lavoratori.
Nei due anni di potere sovietico, la vita non è cambiata del tutto. Siamo
ancora solo allo stadio della lotta per il Comunismo, accerchiate dal mondo che
abbiamo ereditato da un passato buio e repressivo. Le catene della famiglia,
del lavoro domestico, della prostituzione… gravano ancora pesantemente sulle
donne. Le operaie e le contadine possono sbarazzarsi di questa situazione e
conquistare una vita di reale uguaglianza, non solo attraverso le leggi, ma
mettendo tutte le proprie energie per far diventare la Russia una vera società
comunista.
E per accelerare i tempi dobbiamo anzitutto rimettere in sesto quest'economia
frantumata. Dobbiamo affrontare in modo prioritario due compiti: la creazione
di una forza lavoro politicamente cosciente e ben organizzata e la
ristrutturazione dei trasporti. Se lavoreremo bene avremmo di nuovo motori, le
ferrovie cominceranno a funzionare. Questo vuol dire che le operaie e gli
operai avranno pane e legna da ardere che servono disperatamente.
Con i trasporti efficienti anche la vittoria del comunismo sarà più spedita. E
con la vittoria del comunismo avremo la completa e fondamentale uguaglianza
delle donne. Per questa ragione il messaggio della Giornata delle donne
lavoratrici di quest'anno deve essere "donne operaie, contadine, madri,
mogli e sorelle tutti gli sforzi dovranno essere concentrati nell'aiutare gli
operai e i compagni a superare il caos delle ferrovie e a ristabilire i
trasporti. Tutti gli sforzi per il pane, la legna e le materie prime".
L'anno scorso lo slogan era "tutta la vittoria sul fronte rosso". Ora
chiamiamo le operaie a dimostrare la loro forza su un nuovo fronte: il fronte
del lavoro !
L'Armata Rossa sconfisse il nemico esterno perché era organizzata, disciplinata
e pronta al sacrificio. Con l'organizzazione, il duro lavoro, l'autodisciplina
e il sacrificio la Repubblica dei Lavoratori sconfiggerà il nemico interno - la
destrutturazione dei trasporti e dell'economia, la fame, il freddo, le
malattie. "Tutti sul fronte del lavoro fino alla vittoria! Tutti per
questa vittoria !"
I nuovi obiettivi del "giorno delle donne"
La Rivoluzione d'Ottobre dette alle donne gli stessi diritti civili degli
uomini. Le donne del proletariato russo che non molto tempo fa erano le più
sfortunate e oppresse, ora, nella Repubblica Sovietica riescono a mostrare con
orgoglio ai compagni d'altre nazioni il percorso per l'uguaglianza politica attraverso
la dittatura del proletariato e il potere sovietico.
La situazione è molto differente nelle nazioni capitaliste dove le donne sono
ancora oberate di lavoro e sottopagate. In questi paesi la voce della donna
operaia è debole e senza vita. È vero che in Norvegia, Australia, Finlandia e
in alcuni stati del Nord America le donne hanno ottenuto diritti civili prima
della guerra. In Germania, dopo la caduta del Kaiser, si instaurò la repubblica
borghese capeggiata dai "conciliatori"; 36 donne entrarono in
Parlamento, ma neppure una comunista! Nel 1919, in Inghilterra, una donna fu
eletta per la prima volta membro del Parlamento. Ma chi era ? Una
"lady", un'aristocratica, una latifondista. Anche in Francia la
questione del voto alle donne ha assunto un'importanza sempre maggiore. Ma a
cosa servono questi diritti per le lavoratrici in un parlamento borghese? Fino
a quando il potere è nelle mani dei capitalisti e dei latifondisti, i diritti
politici non salveranno l'operaia dalla tradizionale condizione di schiavitù
nella casa e nella società. La borghesia francese è pronta a dare il voto alle
donne, sì, ma solo per contrastare la diffusione delle idee bolsceviche nel
proletariato.
Signor borghese è troppo tardi !
Dopo l'esperienza della Rivoluzione d'Ottobre è chiaro ad ogni operaia, in
Francia, in Inghilterra e in altri paesi, che solo la dittatura del
proletariato, solo il potere dei Soviet può garantire una completa ed assoluta
uguaglianza; la vittoria definitiva del comunismo spezzerà le catene secolari
della repressione e della mancanza di diritti.
Se in origine lo scopo della Giornata internazionale della donna lavoratrice
era di lottare contro la supremazia parlamentare della borghesia e per il
diritto di voto alle donne, la classe operaia adesso ha un nuovo compito:
organizzare le lavoratrici intorno alle parole d'ordine della Terza
Internazionale. Invece di partecipare solo ai lavori del parlamento borghese
ascoltate il richiamo della Russia:
Donne di tutte le nazioni! Organizziamoci in un fronte proletario unito nella
lotta contro coloro che stanno saccheggiando il mondo! Basta con il
parlamentarismo della borghesia! Salutiamo il potere sovietico! Basta con le
disuguaglianze patite dai lavoratori e dalle lavoratrici! Lottiamo con gli
operai per il trionfo mondiale del comunismo!
Questa chiamata che è stata ascoltata per la prima volta nelle lotte per una
nuova società e nelle battaglie della guerra civile sarà recepita nei cuori
delle operaie di altri paesi. Le lavoratrici ascolteranno e comprenderanno la
giustezza di questo richiamo.
Fino a poco tempo fa le lavoratrici pensavano che mandare qualche
rappresentante in Parlamento potesse migliorare la loro vita e rendere più
tollerabile l'oppressione del capitalismo. Adesso la pensano diversamente. Solo
l'abbattimento del capitalismo e l'instaurazione del potere sovietico le
salverà dalle sofferenze, dalle umiliazioni e dalle disuguaglianze che rendono,
nel capitalismo, la vita delle lavoratrici così dura. La Giornata della donna
lavoratrice passa da giornata di lotta per il diritto al voto a giornata di
lotta internazionale per la completa e assoluta liberazione delle donne, vale a
dire lotta per la vittoria dei Soviet e per il comunismo !
Basta con il mondo della proprietà e del potere del capitale!
Via la disuguaglianza, la mancanza di diritti e l'oppressione delle donne,
eredità del mondo borghese!
Verso l'unità internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici nella lotta
per la dittatura del proletariato - il proletariato di entrambi i sessi!