martedì 28 luglio 2026
La nuova stagione: un Mondo nuovo.
La nuova stagione: un mondo nuovo.
“I rapporti sociali sono intimamente connessi alle forze produttive, gli uomini cambiano il loro modo di produzione e, cambiando il modo di produzione, la maniera di guadagnarsi la vita, cambiano tutti i loro rapporti sociali…Quegli stessi uomini che stabiliscono i rapporti sociali conformemente alla loro produttività materiale, producono anche i principi, le idee, le categorie, conformemente ai loro rapporti sociali.”
“Marx paragonava gli economisti borghesi che parlano delle eterne e naturali istituzioni della società borghese, ai teologi ortodossi, per i quali la propria religione è una rivelazione di Dio, mentre ogni altra religione è un’invenzione umana”
Vita di Marx
F. Mehring
“Ancora oggi la cultura borghese pone la questione tutta qui: capitalismo vuol dire economia privata, socialismo vuol dire statizzazione…Non sarà il caso di ricordare che, semmai, l’economia socialista si definisce economia senza Stato.”
Struttura economica e sociale della Russia d’oggi.
A, Bordiga.
In una nuova società, in un mondo nuovo lo Stato è destinato ad uscire dalla storia per il fatto che non vi saranno più conflitti da regolare, ma benessere da amministrare.
In un mondo in cui gl’interessi siano comuni non vi potrà essere, in modo naturale, un potere in rappresentanza del più forte a spese del più debole.
La nuova stagione è un mondo in cui gli esseri umani siano liberi dai bisogni e messi in condizione di mostrare le grandiose bellezze individuali in un’insieme che metta al centro la vita umana e la sua difesa.
Non difesa della vita fino alla nascita, come fanno alcune associazioni, ma difesa della vita dal concepimento all’estinzione, garantendo ad ognuno soddisfazione di ogni necessità materiale e spirituale.
Le nuove stagioni che parlano, al di là dei giri di parole, di peggiorare la condizione umana con precarietà del lavoro, bassi salari, più sfruttamento, guerre sono il prosieguo delle vecchie.
Sono stagioni fredde che vanno contro l’essere umano e la vita, che non intaccano le tre caratteristiche fondamentali della produzione capitalistica:
la concentrazione in poche mani dei mezzi di produzione,
l’organizzazione sociale del lavoro mediante la cooperazione, la divisione del lavoro e l’unione del lavoro con le scienze naturali,
la creazione del mercato mondiale.
Concentrazione, divisione del lavoro, soppressione della proprietà privata, creazione del mercato mondiale: ecco gli aspetti interdipendenti del dialettico processo di sviluppo capitalistico, ecco il movimento dell’evoluzione storica che parte dalla proprietà privata e del lavoro individuale ed approda al capitale sociale, negazione dell’una e dell’altro.
Il capitale sociale ad un certo stadio diviene imperialismo
Ebbene l’economia capitalista è storicamente l’economia che abolisce, nel suo sviluppo, la proprietà privata. Il socialismo, appunto, è storicamente possibile e necessario perché sorge nella fase capitalista, dalle basi materiali nelle quali le forze produttive sono divenute sociali ed economicamente appartengono all’intera società.
Il capitalismo è l’impedimento allo sviluppo delle forze produttive che ormai sono socialiste, ed è impedimento non perché è “proprietario” delle forze produttive, ma perché è “detentore”.
Un nuovo mondo è possibile! Vivere da esseri umani può essere realtà!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
martedì 21 luglio 2026
Capitalismo e immigrazione.
Capitalismo e immigrazione.
“La mobilità della forza lavoro è un fenomeno che si sviluppa con il capitalismo…Decine di milioni, generazione dopo generazione, di proletari hanno attraversato i monti, i fiumi, i mari alla ricerca di padroni che comprassero quella forza lavoro che non riuscivano a vendere nel posto dove erano nati.”
A. Cervetto
Lo sviluppo delle forze produttive entra sempre più in contrasto con i rapporti di produzione nel capitalismo. La produzione mondiale è in grado di soddisfare le esigenze materiali di ogni essere umano, ma questo non avviene per il fatto che questo sistema è basato sul profitto. Lo sviluppo del capitalismo in Asia ed in Africa è responsabile della nuova ondata migratoria, spinta dal desiderio di ricercare nuovi padroni che comprino forza lavoro. La lotta tra le potenze per la spartizione dei mercati e le guerre alimentano il fenomeno. Nello stesso tempo è lo stesso sviluppo capitalistico che porta ad un calo delle nascite nelle vecchie potenze, creando vuoti nei mercati della forza lavoro. In Europa il numero medio dei figli è 1,57, al di sotto del 2,1 che consenta di mantenere il livello di popolazione. In Germania, media degli ultimi dieci anni, vi sono 678.000 nati e 853.000 decessi. Il saldo negativo è di 175.000 persone ogni anno. Se non vi fossero gl’immigrati la popolazione tedesca avrebbe un calo significativo. La stessa realtà vi è in Italia, dove vi sono ogni anno più decessi che nascite. Questa realtà è appesantita dall’invecchiamento della popolazione. Il Financial Times valuta che in Germania mancheranno 350.000 operai qualificati ogni anno. E’ un processo inesorabile nelle attuali condizioni economiche e sociali.
Il capitalismo porta ad avere timore del futuro e della vita!
“ I pugilatori a pagamento con lingua da schiavi” cercano di creare sempre nuove illusioni e speranze, ma queste restano tali. Non di speranze l’essere umano ha bisogno, ma di realtà che diano libertà materiale e spirituale. Invece vediamo come i ricchi diventino sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. In Germania si sta organizzando un ingresso rapido degl’immigrati nel mondo del lavoro per non farli pesare sulla spesa pubblica. La Deutsche Bank, in uno studio apposito, propone, onde accelerarne l’impiego, un allentamento dei divieti sul lavoro part-time e chiede di abolire il salario minimo per i rifugiati.
La carità si sposa con il profitto!
Il sogno europeo per tanti nuovi proletari si realizza, ma sarà la realtà capitalistica a far scoprire loro che non di sogno si tratta, ma di incubo. La propaganda contro gl’immigrati serve a dividere il mondo dei lavoratori ed assoggettarli tutti all’interesse del sistema riducendo i salari, peggiorando le condizioni di lavoro e di vita, eliminando situazioni favorevoli nella sanità, nella scuola, nei trasporti, nei sevizi al cittadino.
Intanto la classe lavoratrice cresce, diventa più forte e matura nel numero e nella coscienza, si educa e si tempra nella lotta quotidiana. Si prepara a condizioni storiche che portino ad una nuova realtà socio-economica in
cui ognuno possa vivere concretamente la vita, perché essa è bella e merita di essere vissuta in tutto il suo splendore.
“Il progresso industriale che segue la marcia dell'accumulazione, non soltanto riduce sempre più il numero degli operai necessari per mettere in moto una massa crescente di mezzi di produzione, aumenta nello stesso tempo la quantità di lavoro che l'operaio individuale deve fornire. nella misura in cui esso sviluppa le potenzialità produttive del lavoro e fa dunque ottenere più prodotti da meno lavoro, il sistema capitalista sviluppa anche i mezzi per ottenere più lavoro dal salariato, sia prolungando la giornata lavorativa, sia aumentando l'intensità del suo lavoro, o ancora aumentando in apparenza il numero dei lavoratori impiegati rimpiazzando una forza superiore e più cara con più forze inferiori e meno care, l'uomo con la donna, l'adulto con l'adolescente e il bambino, uno yankee con tre cinesi. Ecco diversi metodi per diminuire la domanda di lavoro e rendere l'offerta sovrabbondante, in un parola per fabbricare una sovrappopolazione. L'eccesso di lavoro imposto alla frazione della classe salariata che si trova in servizio attivo ingrossa i ranghi della riserva aumentandone la pressione che quest'ultima esercita sulla prima, forzandola a subire più docilmente il comando del capitale”. K.Marx, Il Capitale, Libro, I, 7,25
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