mercoledì 4 dicembre 2019
venerdì 29 novembre 2019
Bisogna essere sordi e ciechi...
Bisogna essere ciechi e sordi
per non vedere una donna piangere per essere stata stuprata,
per non sentire le sue grida di dolore per essere stata
violata nella sua intimità,
per non accorgersi della sua solitudine in un mondo arcaico
nel pensiero,
per passare oltre e sentirla una realtà normale, che rende
colpevoli gl’innocenti e
innocenti i colpevoli.
“ Il cambiamento di un’epoca
storica si può definire sempre dal progresso femminile verso la libertà, perché
qui, nel rapporto della donna con l’uomo, del debole col forte, appare nel modo
più evidente la vittoria della natura umana sulla brutalità. Il grado
dell’emancipazione femminile è la misura naturale dell’emancipazione
universale.”
Charles Fourier
Bisogna essere ciechi e sordi
per non vedere che la libertà nel
sistema capitalistico è solo la libertà del profitto,
per non vedere pochi appropriarsi
delle ricchezze prodotte e molti arrabattarsi per vivere,
per non sentire le grida della
povertà di miliardi di esseri umani,
per non udire i pianti di 50 milioni
di bambini che ogni anno muoiono di fame.
Bisogna essere ciechi e sordi
per credere a un mondo di pace
quando vi sono guerre in tutto il pianeta,
per non vedere eventi bellici
basati sulla conquista di aree con materie prime,
per far finta di nulla sull’uso
di armi chimiche contro esseri umani indifesi,
per non sapere che l’industria
delle armi è quella sempre più in crescita.
Bisogna essere ciechi e sordi
per pensare che i nuovi modelli
di acquisizione della forza lavoro siano migliorative,
per non sentire le grida di chi
vive presente e futuro in modo precario,
per non vedere l’essere umano
trattato come una merce qualsiasi,
per accettare la perdita di ogni
dignità umana.
Bisogna essere ciechi e sordi
per credere a coloro che non
mettono in discussione i rapporti di produzione,
per pensare che coloro che sono
per il profitto possano essere per il salario,
per avere speranza che nuovi
governi, rappresentanti delle classi dominanti, possano
cambiare la condizione dei lavoratori,
per lasciarsi abbindolare dalle
parole e non guardare ai fatti.
Bisogna essere ciechi e sordi
per scagliarsi contro i propri
simili solo per differenza di colore della pelle, di nazionalità, di lingua,
per non vedere che la lotta tra
poveri avvantaggia i ricchi,
per non sentire le risa
dell’oscurantismo del potere.
Bisogna essere ciechi e sordi
per non utilizzare la scienza,
come forma di conoscenza, per sottrarsi alla sottomissione,
per non cercare di capire, di
conoscere e vedere la conoscenza come forma di libertà,
per iniziare un cammino che porti
gli esseri umani ad avere interessi comuni e nella comunanza di essi
determinare una realtà socio-economica dove ogni essere umano
“possa dare secondo le sue
capacità ed avere secondo le sue necessità.”
Seguire la corrente è facile,
andare controcorrente è difficile!
Diventa semplice e normale se si
è armati di conoscenza.
Galilei docet.
mercoledì 27 novembre 2019
giovedì 21 novembre 2019
Una luce nel labirinto.
"Cerca sempre ciò che ami per non accontentarti di ciò che trovi"
Un grande amore, la determinazione nella lotta per la vita, l'ambizione di un mondo nuovo per uscire dal labirinto di oppressione, di miseria morale e materiale, di ignoranza, di conformismo ed entrare in una nuova frontiera di libertà materiale e spirituale.
"Una luce nel labirinto" illumina i cuori e le menti.
sabato 19 ottobre 2019
"Una luce nel labirinto" è dedicato
a tutti coloro che credono nell’Amore con
la A maiuscola, che hanno potuto assaporare in tutta la sua pienezza
questo sentimento così meraviglioso e, nel contempo, struggente in grado di
“spettinare” il cuore e la mente.
“Tre fiammiferi accesi
uno per uno nella notte.
il primo per vederti
tutto il viso,
il secondo
per vederti
gli occhi,
l’ultimo
per vedere
la tua bocca
e tutto il buio
per ricordarmi
queste cose,
mentre
ti stringo
fra le mie braccia.!
Paris at night, Jacques Prevert.
A
tutti coloro che vivono una vita negata. Che un giorno possano trovare una luce
nel labirinto della loro esistenza ed uscire a “ vedere le stelle”!
“ Lo duca e io per quel cammino
ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro
mondo;
e sanza cura aver d’alcun riposo,
salimmo su, el primo e io
secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose
belle,
che porta ‘l ciel, per un
pertugio tondo;
e quindi uscimmo a riveder le
stelle.”
La Divina commedia, Inferno,
Dante Alighieri
A tutti coloro che sognano un mondo
nuovo e che lottano per superare la
triste realtà in cui sono costretti a vivere per vedere realizzata una società
libera, uguale, fraterna, dove ognuno possa soddisfare i propri bisogni
materiali e spirituali.
“ Alla tirannia fondata su
l’assoluta barbarie, superstizione, e l’intera bestialità dei sudditi, giova
l’ignoranza, e nuoce definitivamente e mortalmente l’introduzione dei lumi.”
La strage delle illusioni,
Giacomo Leopardi.
Ad Alessia e Lorenzo, i miei
nipoti. Che possano un giorno vedere superata la triste realtà del 10% della
loro fascia di età, secondo l’ILO, di bambini, il doppio secondo la WORDL BANK,
che sono costretti a lavorare in condizioni disumane. I bambini dovrebbero
giocare e sognare!
“ Gli stati parti riconoscono il
diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di
non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di
porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo
sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale.”
Convenzione sui diritti
dell’infanzia.
“ La giù trovammo gente dipinta
che giva intorno assai con lenti
passi,
piangendo e nel sembiante stanca
e vinta.
elli avean cappe con cappucci
bassi
dinanzi a li occhi, fatte de la
taglia
che in Glugni per li monaci
fassi.
Di fuor dorate son ch’ elli
abbaglia;
ma dentro tutte piombo, e gravi
tanto,
che federigo la mettea di paglia.
Oh in eterno faticoso manto.”
La Divina Commedia, Inferno,
Dante Alighieri.
Così il “ Sommo poeta” descrive la
pena per gl’ipocriti.
Ogni essere umano dovrebbe vivere
la vita e goderla in tutto il suo splendore!
“ Le nostre vite non dovranno
essere sudate
dalla nascita fino alla fine;
i cuori han fame così come i
corpi.
Pane e Rose! Pane e Rose”
Da canzone “ Pane e Rose”, James
Oppenheimer.
martedì 25 giugno 2019
Chi di speranza vive, di speranza muore...
Chi di speranza vive di speranza muore…
hi di speranza vive di speranza muore...Nell’anno 2018 le
entrate tributarie dello stato italiano sono state di 463,2 miliardi, +1,7 sul
2017. Le imposte dirette ammontano a 247,6 miliardi, +0,8 sul 2017, sostenute
in particolare dalla dinamica delle ritenute IRPEF da lavoro dipendente e da
pensione. Le imposte indirette sono state di 215,6 miliardi, +2,7 sul 2017.
La rimanente cifra deriva dai giochi e da accertamenti di controllo. Il gettito
dell’imposta sul reddito delle società evidenzia una flessione del 7,2 %per
effetto della riduzione dell’aliquota IRES.
Fonte: ISTAT
Il bilancio di previsione del
2019 prevede entrate correnti per 576.379 md.
Sulla base delle dichiarazioni
del 2018 13 milioni di italiani sono a IRPEF zero, il 45 % dei contribuenti è
al di sotto dei 15.000 €, che vale il 4% dell’Irpef totale. Tra 15.000 e 50.000
€ troviamo il 50% delle dichiarazioni, che coprono il 50% dell’Irpef totale.
L’ammontare dei pagamenti in nero
è stimato in 80 miliardi. L’ammontare tra imposte teoriche e quelle versate è
di 107 miliardi, di cui l’11,6 % per le sole entrate contributive. L’Iva è
evasa per 35 miliardi ed ha effetto di trascinamento sul altri tributi: IRAP,
IRES, IRPEF per lavoro autonomo e impresa. Mancano altri 48,8 miliardi.
Complessivamente il tasso di evasione è del 21,3 %, ma se si escludono i
lavoratori dipendenti e pensionati, sui quali grava quasi la totalità del peso
fiscale, su 100 € di tasse e contributi teorici ne vengono evasi mediamente
oltre 30. Se guardiamo la platea dei contribuenti che paga l’IRPEF da lavoro autonomo e impresa : ogni
100 € dovuti se ne evadono circa 68. Questa è la fascia dei cittadini premiata
con la cosiddetta flat tax del governo del cambia niente.
Uno studio di marzo 2019 di The
Tax Research LLP dice che l’Italia è prima in Europa per evasione con la cifra
di 190,9 miliardi.
Nel 2019 i dai di spesa dello
stato italiano prevedono Rimborso titoli del debito statale : 228.3 md;
Oneri finanziari su titoli del
debito statale: 67 md;
Fonte: gov.it.
Come si nota 295,3 md. sono per
coprire il debito pubblico.
Nello stesso bilancio vi sono
41,6 miliardi di € a favore delle imprese, oltre ad altre agevolazioni nascoste
che portano altri soldi alle stesse.
Da questi dati emerge in modo
chiaro quale sia l’azione prioritaria da intraprendere per avere un bilancio
dello Stato meno esposto ai prestiti del mercato e che affronti i problemi socio-economici
del sistema Italia. La vera emergenza è la lotta seria all’evasione fiscale e
contributiva! Quando si tratta di colpire i lavoratori si prendono esempi da
altri Paesi, per stanare gli evasori si faccia lo stesso! Si copi il sistema
americano ove la maggioranza dei carcerati appartengono a questa categoria. Se
si facesse una lotta seria ed incisiva a questa piaga, tanti problemi si
potrebbero risolvere ad iniziare da una vera riduzione fiscale per giungere ad
un’età pensionabile accettabile, ad un reddito universale per chi è senza
lavoro, ben diverso dal reddito di cittadinanza, ad una sanità pubblica vera,
ad una scuola dove non bisogna portare la carta igienica ed altro per farla
andare avanti, ad una rete di trasporti vicina ad ogni cittadino e non solo ai
più abbienti, ad una cura del territorio reale, ad un’edilizia popolare concreta.
Ma le forze politiche da questo orecchio non sentono. Parlano di tutto,
inventano proposte come l’abolizione della “Fornero” e l’eliminazione delle
accise sulla benzina al primo Consiglio dei ministri, l’espatrio di 600.000
migranti, asili nido gratis, che non si realizzano o ciarlano di sesso degli
angeli quando si riempiono la bocca della necessità di più lavoro, di stare
vicino ai sofferenti senza una proposta concreta. Sono gli stessi che erano
contro la “Fornero”, contro il Jobs act, contro il mercato del lavoro sempre
più precario, dove lo sfruttamento regna sovrano, ma che nulla fanno per
superare queste leggi e queste realtà. Nel chiacchiericcio politico e mediatico
quotidiano si parla sempre di imprese e delle loro esigenze, non si parla quasi
mai, se non in termini pietistici della condizione dei lavoratori in balia di
leggi sul lavoro propedeutiche allo sfruttamento più bieco ed alla negazione
della dignità degli esseri umani, a cui si nega sia il presente sia il futuro.
Nei milioni di poveri assoluti, in aumento, vi sono anche persone che hanno un
lavoro. Questa realtà mostra a quali livelli salariali sono costretti a vendere
la propria forza lavoro milioni di persone. Il capitalismo straccione italiano
è in grado di competere con altri Paesi solo con salari da fame, non avendo
produzioni ad alto contenuto tecnologico e non avendo strutture produttive di
medie e grandi dimensioni. Un capitalismo serio si porrebbe come obiettivo
investimenti in settori a tecnologia avanzata e lo sviluppo di medie e grandi
unità produttive mettendoci denari. Invece i prenditori nostrani, privati e
pubblici, sanno solo investire con i soldi dello Stato, con i nostri euro. Per
nascondere queste realtà, avvantaggiati su altre epoche anche dal progresso
delle rete, utilizzano, oltre alle solite ideologie religiose, alla cronaca
nera, al gossip, allo sport, in primis la questione migranti, mettendo poveri
contro poveri, i quali, invece di guardare verso l’alto, si fermano allo
sguardo verso il basso. I lavoratori, non tutti, visto che alle ultime elezioni
europee dei non votanti il 34% appartiene alla classe lavoratrice ed il 14%
alla platea dei pensionati, nella loro miseria quotidiana si scagliano contro
il diverso per nazionalità, colore della pelle, credenza religiosa. Senza
volerlo e nella pura incoscienza, così facendo si danno ancora di più la zappa
sui piedi. In alcuni casi si lasciano prendere da ideologie, ignorando la
storia, che tanto male hanno prodotto ai lavoratori ed al genere umano. Il
sistema incoraggia a suo piacimento questa falsa coscienza della realtà, perché
serve a tenere sotto il tallone di ferro il mondo del lavoro. Eppure la realtà
nella sua verità è semplice: il capitalismo è sfruttamento, povertà, negazione
della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza, della fratellanza per
milioni di persone. Il motivo è semplicissimo: esso è basato sui rapporti di
produzione, su una società divisa in classi ed ha come scopo principe la
ricerca del profitto, il quale non potrà mia esservi se non si estrae
plusvalore al lavoro della persona che lavora. I rappresentanti politici del
sistema che ogni volta promettono la luna, stante la realtà dei rapporti di
produzione e della ricerca del profitto, nulla potranno fare per mutare
determinate realtà di miseria e di sfruttamento. Negli ultimi vent’anni abbiamo
visto all’opera apprendisti stregoni della cosiddetta destra e della denominata
sinistra, i termini derivano dal posto occupato in Parlamento, che in concreto
nelle azioni sembrano rifarsi alle linee
ideologiche dei conservatori e dei liberali, non certo a storie politiche della classe lavoratrice.
Nonostante i proclami di Prodi, D’Alema, Berlusconi, Monti, Letta Renzi, oggi
Salvini, che sembra il B.2.0 aggiornato, e Di Maio, chi vive di lavoro oggi sta
peggio di vent’anni fà. La situazione è peggiorata per la classe lavoratrice,
ma anche per molti del lavoro autonomo. Quando Salvini passerà, come è successo
per Renzi, il tempo oggi corre veloce, stante l’attuale realtà socio-economica,
verrà un altro imbonitore che dirà che la colpa è di chi c’era prima,
dell’Europa, della Cina, del cane di Pompeo e del gatto nero in una notte buia.
Prometterà non solo la luna, ma anche Marte e tutto rimarrà tale e quale,
poiché la politica borghese è quella cosa con la quale e senza la quale tutto
rimane tale e quale. Negli ultimi vent’anni hanno sfregiato il mondo del
lavoro, eliminando tanti diritti e rendendo il lavoratore sempre più una merce
da usare quando serve e da buttare quando non è più utile allo scopo. E la
dirigenza sindacale cosa ha messo in atto per contrastare questo brutale
attacco alla persona che lavora? Nulla. Bisogna aver chiaro in mente che il
sindacato è necessario ai lavoratori, perché il sindacato è organizzazione
delle loro esigenze, tramutate in istanze, per la difesa nella fase
capitalistica dagl’interessi del profitto. Il sindacato è uno strumento
essenziale per chi lavora! Il problema nasce quando alla guida non vi sono gli
stessi lavoratori, ma rappresentanti dei partiti che si riferiscono a forze
politiche della borghesia o della piccola borghesia, preminente in Italia.
Negli ultimi vent’anni, iniziando dalla “riforma Treu” per continuare con
quella di Maroni, con il Jobs act, con la “Fornero”, mentre i diritti dei
lavoratori, conquistati con lotte intense, venivano calpestati a tutto spiano,
si assisteva ad una debole risposta sindacale. Il caso della riforma, parola usata spesso a
sproposito, “Fornero” è emblematico. Furono proclamate solo tre ore di sciopero
senza un minimo di preparazione di fronte ad una legge che avrebbe cambiato in
peggio la vita di milioni di lavoratori e lavoratrici. Oggi ci troviamo con un
mercato del lavoro che dire precario è un eufemismo, quando le persone sono sempre
e solo merce e quando crescono i casi di vera e propria schiavitù. Di fronte a
questa triste e tragica realtà cosa si fa? Si dice che le politiche del governo
sono sbagliate, che ci vuole più lavoro, che ci vogliono investimenti pubblici
e privati. Enunciazioni! Conseguenza: i lavoratori hanno sfiducia nella loro
organizzazione e, spinti dalla paura del presente e del futuro, rifugiano le
loro menti in ideologie ancora più nocive per i loro interessi, perché,
comunque illudono. “Nulla è più facile che illudersi, perché ciò che ogni uomo
desidera, crede che sia vero.” Demostene. Invece bisogna sfidare la realtà con
la propria organizzazione che dovrebbe dettare l’agenda, non subirla. E’ necessario preparare una proposta
rivendicativa, discuterla in assemblee con i lavoratori, presentarla alle
aziende ed al governo e rafforzarla con momenti di lotta settoriali e generali
fino al raggiungimento degli obiettivi.
I punti essenziali da inserire
nella piattaforma devono partire dal fare chiarezza sulla questione fiscale in
modo che sia chiaro che i soldi ci sono e che non si può far parte di una
comunità, goderne i benefici e non partecipare al suo sostentamento. Nel fare
questo bisogna chiarire che INPS raccoglie i contributi dei lavoratori per la
previdenza e non per fare assistenza. L’assistenza è un dovere dello Stato. Le
varie casse dell’Istituto devono essere coperte dai settori che rappresentano.
In questo momento l’unica gestione in attivo è quella dei lavoratori
dipendenti. Questo per sgombrare il
campo dalla difficoltà di erogare pensioni da parte dell’Istituto di
previdenza. Essendoci i soldi si passa ai punti rivendicativi:
riforma del mercato del lavoro
con contratti di lavoro basati su tempo indeterminato, tempo parziale, tempo
determinato per sostituzione maternità, ferie e periodi d’intensificazione
produttiva;
reintroduzione dell’art. 18 per
tutti;
riduzione dell’orario di lavoro a
32 ore settimanali a parità di stipendio, unico modo per aumentare l’occupazione,
visto che, se non vi sono nuovi insediamenti produttivi, sono intensivi, ovvero
in tecnologie, ed hanno come conseguenza la diminuzione degli occupati;
reddito di vita universale;
età pensionabile a 62 anni per
tutti con l’80% dell’ultimo stipendio e, per coloro che raggiungono i 40 anni
di contributi, trattamento pensionistico anche con età inferiore.
Con questi pochi punti non
staremmo più a parlare di Di Maio, Salvini e compagnia che fanno finta di
volere il bene dei lavoratori. Sarebbero smascherati nella loro nullità e
insipienza. Daremmo anche una spinta alla revisione della cultura d’impresa in
Italia verso un capitalismo più moderno e non straccione come l’attuale.
Il sindacato dei lavoratori deve
fare il suo mestiere ed il suo ruolo si svolge nella difesa di chi vive vendendo
o le braccia o la propria intelligenza, ricordandoci sempre che il sindacato non può mirare a superare i
rapporti di produzione. Esso ci può consentire la difesa ordinata all’interno
di essi, ci può aiutare nella formazione della coscienza. Per superare i
rapporti di produzione e la produzione per la produzione e non per il consumo,
per mettere l’essere umano sul piedistallo del sistema e non il profitto, è
necessario la frontiera del comunismo.
“Da ognuno secondo le sue
capacità, ad ognuno secondo le sue necessità.”
K.Marx
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