L’umanità merita una vita vera.
La situazione critica dal alto economico-finanziario della Grecia e di altri Paesi dell’area euro ed i contraccolpi, che sono seguiti sui mercati finanziari con l’indebolimento della moneta, mostra ancora una volta da un lato che, quando si tratta di salvaguardare gl’interessi economico-finanziari della borghesia, i soldi ci sono, e che dall’altro lato a pagare sono sempre coloro che vivono del loro stipendio.
In Grecia la classe lavoratrice è stata colpita duramente con tagli agli stipendi ed ai diritti pensionistici e di difesa del lavoro.
In tutta l’area euro, nonostante il calo degli stipendi degli ultimi anni, insieme a minori diritti sul lavoro e sulle pensioni, ci si appresta ad aggravare la condizione dei lavoratori.
Non paga la borghesia e la piccola borghesia, base di massa del sistema, in cui si annida grande quantità di evasione fiscale, ma ancora una volta la classe lavoratrice.
La democrazia borghese mostra ancora una volta quali interessi rappresenta. Mostra sempre più in modo chiaro che per chi lavora vi sono sempre sacrifici sia che l’economia vada bene sia che soffra.
La democrazia borghese rappresenta il capitale e ne cura gl’interessi!
Chi vive del proprio lavoro ha sempre più realtà per capire che la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la fratellanza, l’amore nel sistema odierno sono solo parole al vento.
L’umanità non supererà mai nella condizione odierna la necessità di soddisfare i propri bisogni, ma l’acuirsi della lotta tra borghesie accentuerà il disagio e le tragedie.
Il comunismo è attuale!
La speranza di un mondo diverso, nuovo, che soddisfi i bisogni del genere umano, trova possibilità di realizzazione solo nel comunismo.
Essere contro il comunismo in modo consapevole o inconsapevole significa essere contro la libertà di vivere, contro la vita.
Essere per la vita significa innanzitutto mettere in condizione l’umanità intera di poter soddisfare i propri bisogni materiali e spirituali. Vuol dire dare a tutti la possibilità di godere dei beni prodotti socialmente con il lavoro. Niente più ricchi e niente più poveri!
Solo esseri umani che collaborano dal lato sociale alla produzione dei beni e ne possano godere in modo uguale.
La vita è bella!
Questo sistema però non permette a miliardi di persone di goderla in tutto il suo splendore ed il paradosso è che coloro che se la godono da ogni punto di vista ci tengono lezione sull’austerità e sui sacrifici necessari.
Siamo stufi di fare sacrifici!
Chi vive del proprio lavoro fa sacrifici fin da quando è nel grembo materno!
Siamo stufi di ascoltare lezioni di vita da miliardari e da chi li serve!
Noi possiamo dare insegnamenti a lor signori!
La cancelliera tedesca, che con i suoi tentennamenti ha permesso che la situazione greca, insieme a tutta l’area euro, si aggravasse, non paga dazio.
Chi lavora, se sbaglia, paga sempre. Spesso duramente.
C’è bisogno di comunismo!
C’è bisogno di una società di eguali, che metta al centro l’essere umano e le sue necessità!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
I tempi duri, che stanno per sopraggiungere nei prossimi anni, porteranno possibilità enormi di organizzazione della classe lavoratrice e di chiarezza di obiettivi, non più limitati al presente, ma al futuro come ultima frontiera dell’umanità.
La storia porterà nuove occasioni. Ci metterà davanti a percorsi straordinari da poter intraprendere. Noi dobbiamo essere presenti con la passione per una realtà di vera libertà, vera uguaglianza, vera giustizia, vera fratellanza e con l’ideale di una vita vera e meravigliosa per tutto il genere umano.
martedì 11 maggio 2010
L'umanità...
Etichette:
amore,
fratellanza,
fratellanza. uguaglianza,
giustizia,
letteratura,
libertà,
obama,
usa,
vita
martedì 4 maggio 2010
Mai arrendersi, mai sottomettersi!
Mai arrendersi, mai sottomettersi!
Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non v’era rimasto nessuno a protestare.
B. Brecht
Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non v’era rimasto nessuno a protestare.
B. Brecht
sabato 3 aprile 2010
Lottare per una vita senza necessità!
Lottare per una vita senza necessità!
In tutte le nazioni, cosiddette democratiche, aumentano le astensioni nelle tornate elettorali. In molti casi la percentuale di chi si reca alle urne sugli aventi diritto è meno della metà. Milioni di elettori non credono più al rito del voto. “Una testa, un voto” è solo una bella frase. Chi detiene i mezzi di comunicazione di massa condiziona le idee e quindi anche il voto.
“Nel capitalismo le idee dominanti sono quelle della classe dominante.” Scriveva Marx.
L’aumento dell’astensionismo al voto va di pari passo con l’aumento della miseria della classe lavoratrice. Aumenta la disoccupazione, si riducono gli stipendi in tema di potere d’acquisto. Peggiorano le condizioni di lavoro e di vita di chi lavora in un contesto di più doveri e meno diritti.
Donne ed uomini, giovani ed anziani della classe lavoratrice si trovano a dover affrontare un’esistenza molto dura nella ricerca di vivere una vita normale.
In questo percorso vengono sballottati a destra ed a manca dalla realtà ed a volte se la prendono con il governo, con i partiti, con i sindacati; altre volte con i colleghi, con gl’immigrati, con la moglie, con i figli. Non cercano mai di guidare il proprio vivere. Sono sempre asserviti a volontà o situazioni esterne.
Tanti ce l’ hanno con il mondo intero, ma, non mettendo in campo le loro volontà, non si rendono conto che sono la stampella di situazioni che vorrebbero superate.
Si bruciano speranze e sogni!
Nella storia però nulla è definitivo! Nulla è assoluto! Nulla è sacro!
Tutte le cose mostrano la loro caducità ed esiste solo il processo ininterrotto del divenire e del perire.
In questo processo ed in una società dove regna la necessità non soddisfatta gli esseri umani fanno la storia!
La società va considerata un organismo vivente in continuo sviluppo, regolato dalla nascita, dall’esistenza, dalla morte e dalla sostituzione da parte di un organismo superiore.
Marx ed Engels hanno sviluppato il materialismo. Hanno fatto progredire questa scienza nell’applicazione nel campo delle scienze sociali. Hanno dato valore scientifico allo studio ed all’analisi dei rapporti socio-economici nel capitalismo.
Hanno dato valore scientifico ad una speranza, ad un sogno!
Marx non si limitò alla sola teoria economica. Egli spiegò la struttura e l’evoluzione di una data formazione sociale basandosi sui rapporti di produzione, ma investigò pure le sovrastrutture corrispondenti.
La scienza marxista mostra che la realtà capitalistica è viva in ogni aspetto quotidiano; nella manifestazione concreta dell’antagonismo delle classi inerente ai rapporti di produzione; nella sovrastruttura politica borghese che protegge il dominio della classe dei capitalisti; nella propaganda, a livelli di sola enunciazione, delle idee borghesi di libertà, uguaglianza, giustizia; nell’intervento delle strutture religiose in questioni varie, in modo da cercare di controllare, più che le anime, i cervelli.
Questa società non è eterna! E’ nata per bisogni storici e sparirà per gli stessi bisogni!
I partiti borghesi cercano di attenuare il contrasto capitale-lavoro salariato per trasformarlo in armonia. Ma, al di là delle forme, il contenuto rimane sempre uguale. Rimane una società di profitto e salario, di ricchi e poveri.
L’azione di rappresentanti politici e letterari della classe dominante, tesa a camuffare la realtà ed a privilegiare il profitto, non è la politica di chi lavora; è la politica dei capitalisti.
E’ semplice, senza coscienza della realtà economico-sociale, cadere nelle illusioni di lavoro e ricchezza dei magliari della politica borghese, ma è anche facile trovarsi poi nelle disillusioni della realtà che non cambia, che anzi peggiora.
Il respiro dell’aria bella della conoscenza porta a capire gl’inganni quotidiani che vengono propinati alle classi lavoratrici. Il respiro della scienza marxista ci da la capacità di vedere reali i nostri sogni di una vita senza necessità. Il respiro del comunismo ci trasporta ad assaporare il cielo.
Lottare per una vita senza necessità è ricercare la libertà di vivere!
In tutte le nazioni, cosiddette democratiche, aumentano le astensioni nelle tornate elettorali. In molti casi la percentuale di chi si reca alle urne sugli aventi diritto è meno della metà. Milioni di elettori non credono più al rito del voto. “Una testa, un voto” è solo una bella frase. Chi detiene i mezzi di comunicazione di massa condiziona le idee e quindi anche il voto.
“Nel capitalismo le idee dominanti sono quelle della classe dominante.” Scriveva Marx.
L’aumento dell’astensionismo al voto va di pari passo con l’aumento della miseria della classe lavoratrice. Aumenta la disoccupazione, si riducono gli stipendi in tema di potere d’acquisto. Peggiorano le condizioni di lavoro e di vita di chi lavora in un contesto di più doveri e meno diritti.
Donne ed uomini, giovani ed anziani della classe lavoratrice si trovano a dover affrontare un’esistenza molto dura nella ricerca di vivere una vita normale.
In questo percorso vengono sballottati a destra ed a manca dalla realtà ed a volte se la prendono con il governo, con i partiti, con i sindacati; altre volte con i colleghi, con gl’immigrati, con la moglie, con i figli. Non cercano mai di guidare il proprio vivere. Sono sempre asserviti a volontà o situazioni esterne.
Tanti ce l’ hanno con il mondo intero, ma, non mettendo in campo le loro volontà, non si rendono conto che sono la stampella di situazioni che vorrebbero superate.
Si bruciano speranze e sogni!
Nella storia però nulla è definitivo! Nulla è assoluto! Nulla è sacro!
Tutte le cose mostrano la loro caducità ed esiste solo il processo ininterrotto del divenire e del perire.
In questo processo ed in una società dove regna la necessità non soddisfatta gli esseri umani fanno la storia!
La società va considerata un organismo vivente in continuo sviluppo, regolato dalla nascita, dall’esistenza, dalla morte e dalla sostituzione da parte di un organismo superiore.
Marx ed Engels hanno sviluppato il materialismo. Hanno fatto progredire questa scienza nell’applicazione nel campo delle scienze sociali. Hanno dato valore scientifico allo studio ed all’analisi dei rapporti socio-economici nel capitalismo.
Hanno dato valore scientifico ad una speranza, ad un sogno!
Marx non si limitò alla sola teoria economica. Egli spiegò la struttura e l’evoluzione di una data formazione sociale basandosi sui rapporti di produzione, ma investigò pure le sovrastrutture corrispondenti.
La scienza marxista mostra che la realtà capitalistica è viva in ogni aspetto quotidiano; nella manifestazione concreta dell’antagonismo delle classi inerente ai rapporti di produzione; nella sovrastruttura politica borghese che protegge il dominio della classe dei capitalisti; nella propaganda, a livelli di sola enunciazione, delle idee borghesi di libertà, uguaglianza, giustizia; nell’intervento delle strutture religiose in questioni varie, in modo da cercare di controllare, più che le anime, i cervelli.
Questa società non è eterna! E’ nata per bisogni storici e sparirà per gli stessi bisogni!
I partiti borghesi cercano di attenuare il contrasto capitale-lavoro salariato per trasformarlo in armonia. Ma, al di là delle forme, il contenuto rimane sempre uguale. Rimane una società di profitto e salario, di ricchi e poveri.
L’azione di rappresentanti politici e letterari della classe dominante, tesa a camuffare la realtà ed a privilegiare il profitto, non è la politica di chi lavora; è la politica dei capitalisti.
E’ semplice, senza coscienza della realtà economico-sociale, cadere nelle illusioni di lavoro e ricchezza dei magliari della politica borghese, ma è anche facile trovarsi poi nelle disillusioni della realtà che non cambia, che anzi peggiora.
Il respiro dell’aria bella della conoscenza porta a capire gl’inganni quotidiani che vengono propinati alle classi lavoratrici. Il respiro della scienza marxista ci da la capacità di vedere reali i nostri sogni di una vita senza necessità. Il respiro del comunismo ci trasporta ad assaporare il cielo.
Lottare per una vita senza necessità è ricercare la libertà di vivere!
Etichette:
fratellanza. uguaglianza,
giustizia,
letteratura,
libertà,
libri,
pace,
politica,
vita
domenica 21 marzo 2010
Chi muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
Ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
Chi non cambia la marcia, chi non rischia
E cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce
Il nero sul bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
Proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
Quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
Quelle che fanno battere il cuore
Davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
Chi è infelice sul lavoro,
Chi non rischia la certezza per l’incertezza,
Per inseguire un sogno,
Chi non si permette almeno una volta nella vita
Di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
Chi non ascolta musica,
Chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
Chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi
Della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto
Prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
Chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
Ricordando sempre che essere vivi
Richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
Del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
Al raggiungimento di una splendida felicità.
Chi muore (Ode alla vita) Neruda
Ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
Chi non cambia la marcia, chi non rischia
E cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce
Il nero sul bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
Proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
Quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
Quelle che fanno battere il cuore
Davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
Chi è infelice sul lavoro,
Chi non rischia la certezza per l’incertezza,
Per inseguire un sogno,
Chi non si permette almeno una volta nella vita
Di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
Chi non ascolta musica,
Chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
Chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi
Della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto
Prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
Chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
Ricordando sempre che essere vivi
Richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
Del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
Al raggiungimento di una splendida felicità.
Chi muore (Ode alla vita) Neruda
Etichette:
amore,
fratellanza. uguaglianza,
giustizia,
letteratura,
libertà,
libri,
pace,
politica,
uguaglianza,
usa,
vita
giovedì 11 febbraio 2010
Il futuro è nel comunismo!
Il futuro è nel comunismo!
Secondo uno studio della B.R.I., in Italia nel 1983, nel rapporto con il P.I.L., la quota profitti era pari al 23.12%, la quota dei lavoratori superava i tre quarti. Nel 2005 al quota profitti era al 31.34%, la quota dei lavoratori era di poco più del 68%. Circa l’otto di P.I.L., pari a circa 120 miliardi di euro, passati dalle tasche dei lavoratori a quelle dei capitalisti! Una cifra enorme! Hanno messo le mani nelle tasche dei lavoratori e hanno fatto in modo di nascondere la realtà. Se quei soldi fossero nelle tasche dei lavoratori, vorrebbero dire 5200 euro in più in media all’anno, se consideriamo anche gli autonomi, professionisti, artigiani, commercianti. Se consideriamo solo i lavoratori dipendenti i soldi in più sarebbero 7000 euro tonde. Se poi aggiungiamo che la forbice negli anni seguenti ha raggiunto i dieci punti di P.I.L. si ha nel primo caso 6500 euro, nel secondo 8750 euro.
Altro che promesse di riduzione delle tasse! Basterebbe riavere i soldi passati dalle tasche dei lavoratori a quelle dei capitalisti per migliorare le proprie condizioni di vita.
A questa triste realtà hanno dato il loro contributo i dirigenti sindacali, opportunisti e generali votati alla causa del profitto, che con l’attuazione della cosiddetta “concertazione” hanno “concertato” lo svuotamento delle tasche dei lavoratori insieme, con la scusa della flessibilità, alla precarizzazione del lavoro ed alla perdita di diritti.
I decenni in questione sono stati quelli che hanno visto i profitti più alti della storia, ma i lavoratori non se ne sono accorti, impegnati a sopravvivere alla miseria del capitalismo.
Sempre più appare chiaro che il futuro non è nel sistema attuale, sempre più contro chi lavora e produce, sempre più contro la vita ed il genere umano.
“ Tutti i buoni borghesi …vi dicono che la concorrenza, il monopolio come principio, cioè presi come pensieri astratti, sono i soli fondamenti della vita, ma che essi lasciano molto a desiderare nella pratica. Tutti svolgono la concorrenza senza le conseguenze funeste di questa. Tutti vogliono l’impossibile, cioè le condizioni della vita borghese senza le conseguenze necessarie di queste condizioni. Tutti non comprendono che la forma borghese della produzione è una forma storica e transitoria così come lo è stata la forma feudale.”
K,Marx
E’ illusorio pensare che la dimensione socio-economica e politica attuale possa soddisfare i bisogni di ogni essere umano, quando essa è solamente subordinata al profitto ed è costruita per fare gl’interessi dei capitalisti.
Il futuro è nel comunismo!
Una società che supera i rapporti di produzione e mette al centro di ogni attività l’essere umano, la sua vita, la sua felicità.
La felicità è possibile in questa terra se ogni essere umano è messo in condizione di vivere in condizione di libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia.
E questo può essere reale solo in un cambiamento del rapporto uomo natura nel lavoro, che faccia passare l’umanità dal regno della necessità al regno della libertà.
“Il comunismo in quanto effettiva soppressione della proprietà privata quale auto alienazione dell’uomo, e però in quanto reale appropriazione dell’umana essenza da parte dell’uomo e per l’uomo; e in quanto ritorno completo, consapevole, compiuto conservando tutta la ricchezza dello sviluppo precedente, dell’uomo per se quale uomo sociale, cioè uomo umano. Questo comunismo è, in quanto compiuto naturalismo, umanismo, e in quanto compiuto umanismo, naturalismo. Esso è la verace soluzione del contrasto dell’uomo con la natura e con l’uomo; la verace soluzione del conflitto fra esistenza ed essenza, fra oggettivazione e affermazione soggettiva, fra libertà e necessità, fra individuo e genere. E’ il risolto enigma della storia e si sa come tale soluzione.”
K.Marx
Nella società attuale il passato domina sul presente, nella società comunista il presente sul passato.
Nella società attuale il capitale è indipendente e personale, mentre l’individuo è dipendente ed impersonale
Nella società comunista la persona è libera nella soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali.
Il capitalismo sembra forte, ma è già passato. Il futuro è nel comunismo!
Secondo uno studio della B.R.I., in Italia nel 1983, nel rapporto con il P.I.L., la quota profitti era pari al 23.12%, la quota dei lavoratori superava i tre quarti. Nel 2005 al quota profitti era al 31.34%, la quota dei lavoratori era di poco più del 68%. Circa l’otto di P.I.L., pari a circa 120 miliardi di euro, passati dalle tasche dei lavoratori a quelle dei capitalisti! Una cifra enorme! Hanno messo le mani nelle tasche dei lavoratori e hanno fatto in modo di nascondere la realtà. Se quei soldi fossero nelle tasche dei lavoratori, vorrebbero dire 5200 euro in più in media all’anno, se consideriamo anche gli autonomi, professionisti, artigiani, commercianti. Se consideriamo solo i lavoratori dipendenti i soldi in più sarebbero 7000 euro tonde. Se poi aggiungiamo che la forbice negli anni seguenti ha raggiunto i dieci punti di P.I.L. si ha nel primo caso 6500 euro, nel secondo 8750 euro.
Altro che promesse di riduzione delle tasse! Basterebbe riavere i soldi passati dalle tasche dei lavoratori a quelle dei capitalisti per migliorare le proprie condizioni di vita.
A questa triste realtà hanno dato il loro contributo i dirigenti sindacali, opportunisti e generali votati alla causa del profitto, che con l’attuazione della cosiddetta “concertazione” hanno “concertato” lo svuotamento delle tasche dei lavoratori insieme, con la scusa della flessibilità, alla precarizzazione del lavoro ed alla perdita di diritti.
I decenni in questione sono stati quelli che hanno visto i profitti più alti della storia, ma i lavoratori non se ne sono accorti, impegnati a sopravvivere alla miseria del capitalismo.
Sempre più appare chiaro che il futuro non è nel sistema attuale, sempre più contro chi lavora e produce, sempre più contro la vita ed il genere umano.
“ Tutti i buoni borghesi …vi dicono che la concorrenza, il monopolio come principio, cioè presi come pensieri astratti, sono i soli fondamenti della vita, ma che essi lasciano molto a desiderare nella pratica. Tutti svolgono la concorrenza senza le conseguenze funeste di questa. Tutti vogliono l’impossibile, cioè le condizioni della vita borghese senza le conseguenze necessarie di queste condizioni. Tutti non comprendono che la forma borghese della produzione è una forma storica e transitoria così come lo è stata la forma feudale.”
K,Marx
E’ illusorio pensare che la dimensione socio-economica e politica attuale possa soddisfare i bisogni di ogni essere umano, quando essa è solamente subordinata al profitto ed è costruita per fare gl’interessi dei capitalisti.
Il futuro è nel comunismo!
Una società che supera i rapporti di produzione e mette al centro di ogni attività l’essere umano, la sua vita, la sua felicità.
La felicità è possibile in questa terra se ogni essere umano è messo in condizione di vivere in condizione di libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia.
E questo può essere reale solo in un cambiamento del rapporto uomo natura nel lavoro, che faccia passare l’umanità dal regno della necessità al regno della libertà.
“Il comunismo in quanto effettiva soppressione della proprietà privata quale auto alienazione dell’uomo, e però in quanto reale appropriazione dell’umana essenza da parte dell’uomo e per l’uomo; e in quanto ritorno completo, consapevole, compiuto conservando tutta la ricchezza dello sviluppo precedente, dell’uomo per se quale uomo sociale, cioè uomo umano. Questo comunismo è, in quanto compiuto naturalismo, umanismo, e in quanto compiuto umanismo, naturalismo. Esso è la verace soluzione del contrasto dell’uomo con la natura e con l’uomo; la verace soluzione del conflitto fra esistenza ed essenza, fra oggettivazione e affermazione soggettiva, fra libertà e necessità, fra individuo e genere. E’ il risolto enigma della storia e si sa come tale soluzione.”
K.Marx
Nella società attuale il passato domina sul presente, nella società comunista il presente sul passato.
Nella società attuale il capitale è indipendente e personale, mentre l’individuo è dipendente ed impersonale
Nella società comunista la persona è libera nella soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali.
Il capitalismo sembra forte, ma è già passato. Il futuro è nel comunismo!
Etichette:
amore,
fratellanza. uguaglianza,
letteratura,
libertà,
libri,
pace,
politica,
usa,
vita
Mentre diceva...
Mentre diceva queste parole, chissà perché le venne in mente
la poesia di un poeta anonimo.
Va’ pure tranquillo
nel frastuono di questa vita frenetica,
ma pensa quanta pace
può esserci nel silenzio.
Con dignità,
senza compromessi,
fai di tutto per andare
d’accordo con chi ti sta vicino.
Di’ la tua verità
in modo chiaro e sereno
e ascolta gli altri:
anche se sciocchi o ignoranti
anche loro hanno
una storia da raccontare.
Evita chi è aggressivo
o chi parla troppo forte,
perché opprime il tuo spirito.
Se ti paragoni agli altri
puoi diventare presuntuoso
o invidioso;
mettiti uno specchio nell’anima;
ci sarà sempre
chi è più in alto
o più in basso di te.
Impegnati nel tuo lavoro:
per umile che sia,
è la sola cosa vera
nel gioco delle alterne fortune.
Sii cauto negli affari:
il mondo è pieno di inganni;
ma non essere cieco
di fronte alla vera onestà:
c’è molta gente che lotta
in nome di alti ideali
e c’è eroismo un po’ dovunque.
Sii te stesso. Sii te stesso.
Soprattutto non fingere affetti,
ma non essere cinico in amore,
perché, malgrado le amarezze e le delusioni,
l’amore è la forza prima
che anima l’universo.
Accetta il passare degli anni
e abbandona senza rimpianti
le smanie della gioventù.
Abitua il tuo spirito
a essere forte
perché ti sorregga
nelle improvvise avversità
e non fare drammi su cose
che non esistono:
le paure nascono solo
dalla stanchezza e dalla solitudine.
Sii dolce con te stesso:
hai diritto di stare al mondo.
Con tutte le ipocrisie,
le ingratitudini
e i sogni andati in fumo,
il mondo è ancora bello.
Metti uno specchio nell’anima
e lotta per essere felice!
Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero
la poesia di un poeta anonimo.
Va’ pure tranquillo
nel frastuono di questa vita frenetica,
ma pensa quanta pace
può esserci nel silenzio.
Con dignità,
senza compromessi,
fai di tutto per andare
d’accordo con chi ti sta vicino.
Di’ la tua verità
in modo chiaro e sereno
e ascolta gli altri:
anche se sciocchi o ignoranti
anche loro hanno
una storia da raccontare.
Evita chi è aggressivo
o chi parla troppo forte,
perché opprime il tuo spirito.
Se ti paragoni agli altri
puoi diventare presuntuoso
o invidioso;
mettiti uno specchio nell’anima;
ci sarà sempre
chi è più in alto
o più in basso di te.
Impegnati nel tuo lavoro:
per umile che sia,
è la sola cosa vera
nel gioco delle alterne fortune.
Sii cauto negli affari:
il mondo è pieno di inganni;
ma non essere cieco
di fronte alla vera onestà:
c’è molta gente che lotta
in nome di alti ideali
e c’è eroismo un po’ dovunque.
Sii te stesso. Sii te stesso.
Soprattutto non fingere affetti,
ma non essere cinico in amore,
perché, malgrado le amarezze e le delusioni,
l’amore è la forza prima
che anima l’universo.
Accetta il passare degli anni
e abbandona senza rimpianti
le smanie della gioventù.
Abitua il tuo spirito
a essere forte
perché ti sorregga
nelle improvvise avversità
e non fare drammi su cose
che non esistono:
le paure nascono solo
dalla stanchezza e dalla solitudine.
Sii dolce con te stesso:
hai diritto di stare al mondo.
Con tutte le ipocrisie,
le ingratitudini
e i sogni andati in fumo,
il mondo è ancora bello.
Metti uno specchio nell’anima
e lotta per essere felice!
Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero
Etichette:
fratellanza,
fratellanza. uguaglianza,
giustizia,
libertà,
libri,
politica,
vita
martedì 29 dicembre 2009
Una causa di tutta l'umanità.
Una causa di tutta l’umanità.
Ogni giorno di più, mentre rappresentanti “colti” della classe dominante e illustri e meno illustri esponenti dell’opportunismo, cercano di convincere il genere umano e le classi subalterne che l’attuale sistema sia il “non plus ultra” per l’umanità e che non c’è alternativa al capitalismo, seppur migliorabile, appare chiaro agli occhi di ogni persona che queste teorie sono solo false rappresentazioni della realtà. La ricchezza continua a crescere di pari passo con l’aumento della povertà, dei senza lavoro, dei senza casa, dei morti per fame, compresi milioni di bambini, dei periti in guerre. Aumentano le persone che non riescono a soddisfare i propri bisogni, i sottoalimentati, gli sfruttati, coloro che non vivono la vita nel suo splendore, ma cercano solo di sopravvivere. Per chi lavora il ritorno a prassi legali e contrattuali di un secolo fà, seppur con nomi nuovi, rende il rapporto con la produzione sempre più schiavistico, con il consenso silenzioso delle dirigenze sindacali. Si espandono le ideologie razziste e si vede il nemico nell’immigrato e di chi ha un colore diverso della pelle, chiudendo gli occhi di fronte alla vera causa della misera vita che si conduce: il profitto ed il sistema su cui esso si basa.
Sembra forte il capitalismo e non si accorge della sua fragilità, del suo essere solo di passaggio per la vera frontiera dell’umanità: Il comunismo.
Lo sviluppo delle forze produttive è ormai tale da permettere un’economia amministrata direttamente dai produttori e senza proprietà privata, eliminando il disordine economico, lo spreco, il parassitismo ed assicurando il benessere a tutti.
Il comunismo è una causa di tutta l’umanità perché mira ad una civiltà superiore, che darà ad ognuno secondo i suoi bisogni e riceverà da ciascuno secondo le sue capacità.
I “soloni” della classe dominante e dell’opportunismo sbraitino pure contro questa dottrina sociale, spaccino pure capitalismi di stato come quello sovietico, cinese per comunismo, non riusciranno mai a togliere dall’animo di tante persone la speranza ed il sogno di una nuova era socio-economica, per il semplice fatto che è la stessa società attuale a produrre idee, lotte, azioni per il “Mondo Nuovo”.
“ …vogliamo uno stato al servizio dei cittadini…che s’interessa di dare ad ognuno una buona scuola, una buona rete di trasporti, una buona assistenza sanitaria…che dia ai cittadini asili nido, scuole materne, ristoranti pubblici ove poter mangiare, se non si ha voglia di cucinare, centri di cultura dove approfondire la conoscenza, possibilità di fare sport…che aiuti l’espressione della cultura in tutte le sue forme, che faccia tutto quello che serva per elevare la mente e lo spirito delle persone…ove è d’obbligo lavorare e studiare, nei modi che saranno ritenuti più coerenti in base allo sviluppo economico-sociale.
Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero
Noi vogliamo che la vita di ogni persona sia garantita dalla gestazione alla morte in modo concreto, non propagandistico, come accade nell’attuale dimensione sociale.
“La società capitalistica non ci offre dunque che una democrazia tronca, miserabile, falsificata, una democrazia per i soli ricchi, per la sola minoranza. La dittatura del proletariato, periodo di transizione verso il comunismo, istituirà per la prima volta una democrazia per il popolo, per la maggioranza. Solo il comunismo è in grado di dare una democrazia realmente completa; e quanto più sarà completa, tanto più rapidamente diventerà superflua e si estinguerà da se.”
Stato e rivoluzione
Lenin
Viviamo serenamente e con fiducia la nostra vita aprendoci ad essa e non chiudendoci in noi stessi, protagonisti e non spettatori di un confronto politico costruito sulla pelle di chi lavora per dare ai ricchi sempre di più ed agli sfruttati sempre di meno.
Culliamo nei nostri cuori la fiammella della speranza e del sogno di una vita nuova, aprendoci ai nostri simili, al di là della razza, del colore, perché la colpa delle miserie è del sistema del profitto, costruendo insieme un futuro nuovo e migliore.
Un mondo nuovo nel comunismo è possibile! Il comunismo è una causa di tutta l’umanità!
Ogni giorno di più, mentre rappresentanti “colti” della classe dominante e illustri e meno illustri esponenti dell’opportunismo, cercano di convincere il genere umano e le classi subalterne che l’attuale sistema sia il “non plus ultra” per l’umanità e che non c’è alternativa al capitalismo, seppur migliorabile, appare chiaro agli occhi di ogni persona che queste teorie sono solo false rappresentazioni della realtà. La ricchezza continua a crescere di pari passo con l’aumento della povertà, dei senza lavoro, dei senza casa, dei morti per fame, compresi milioni di bambini, dei periti in guerre. Aumentano le persone che non riescono a soddisfare i propri bisogni, i sottoalimentati, gli sfruttati, coloro che non vivono la vita nel suo splendore, ma cercano solo di sopravvivere. Per chi lavora il ritorno a prassi legali e contrattuali di un secolo fà, seppur con nomi nuovi, rende il rapporto con la produzione sempre più schiavistico, con il consenso silenzioso delle dirigenze sindacali. Si espandono le ideologie razziste e si vede il nemico nell’immigrato e di chi ha un colore diverso della pelle, chiudendo gli occhi di fronte alla vera causa della misera vita che si conduce: il profitto ed il sistema su cui esso si basa.
Sembra forte il capitalismo e non si accorge della sua fragilità, del suo essere solo di passaggio per la vera frontiera dell’umanità: Il comunismo.
Lo sviluppo delle forze produttive è ormai tale da permettere un’economia amministrata direttamente dai produttori e senza proprietà privata, eliminando il disordine economico, lo spreco, il parassitismo ed assicurando il benessere a tutti.
Il comunismo è una causa di tutta l’umanità perché mira ad una civiltà superiore, che darà ad ognuno secondo i suoi bisogni e riceverà da ciascuno secondo le sue capacità.
I “soloni” della classe dominante e dell’opportunismo sbraitino pure contro questa dottrina sociale, spaccino pure capitalismi di stato come quello sovietico, cinese per comunismo, non riusciranno mai a togliere dall’animo di tante persone la speranza ed il sogno di una nuova era socio-economica, per il semplice fatto che è la stessa società attuale a produrre idee, lotte, azioni per il “Mondo Nuovo”.
“ …vogliamo uno stato al servizio dei cittadini…che s’interessa di dare ad ognuno una buona scuola, una buona rete di trasporti, una buona assistenza sanitaria…che dia ai cittadini asili nido, scuole materne, ristoranti pubblici ove poter mangiare, se non si ha voglia di cucinare, centri di cultura dove approfondire la conoscenza, possibilità di fare sport…che aiuti l’espressione della cultura in tutte le sue forme, che faccia tutto quello che serva per elevare la mente e lo spirito delle persone…ove è d’obbligo lavorare e studiare, nei modi che saranno ritenuti più coerenti in base allo sviluppo economico-sociale.
Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero
Noi vogliamo che la vita di ogni persona sia garantita dalla gestazione alla morte in modo concreto, non propagandistico, come accade nell’attuale dimensione sociale.
“La società capitalistica non ci offre dunque che una democrazia tronca, miserabile, falsificata, una democrazia per i soli ricchi, per la sola minoranza. La dittatura del proletariato, periodo di transizione verso il comunismo, istituirà per la prima volta una democrazia per il popolo, per la maggioranza. Solo il comunismo è in grado di dare una democrazia realmente completa; e quanto più sarà completa, tanto più rapidamente diventerà superflua e si estinguerà da se.”
Stato e rivoluzione
Lenin
Viviamo serenamente e con fiducia la nostra vita aprendoci ad essa e non chiudendoci in noi stessi, protagonisti e non spettatori di un confronto politico costruito sulla pelle di chi lavora per dare ai ricchi sempre di più ed agli sfruttati sempre di meno.
Culliamo nei nostri cuori la fiammella della speranza e del sogno di una vita nuova, aprendoci ai nostri simili, al di là della razza, del colore, perché la colpa delle miserie è del sistema del profitto, costruendo insieme un futuro nuovo e migliore.
Un mondo nuovo nel comunismo è possibile! Il comunismo è una causa di tutta l’umanità!
Etichette:
amore,
fratellanza,
letteratura,
libertà,
libri,
pace,
politica,
vita
Iscriviti a:
Post (Atom)